PUCK
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Hai indovinato, sono proprio io. Sono un elfo, un folletto, uno spiritello...uno di quelli a cui piace giocare a nascondino col destino.Mi diverto a farmi rincorrere, a schivarlo, dribblarlo e, quando faccio tana, rido a crepapelle. Vederlo così faccia al muro, che spettacolo!
Si, si, dispettoso, malizioso e impertinente come l'omonimo più famoso, ma non sono quello là . No!! Ché quello fa così solo in una notte di mezza estate, per il resto gli piacciono le birre sulla pappagorgia e gli sgabelli a tre piedi... Io invece...
amo:
ridere, il mare in tempesta e cantare a squarciagola
odio:
tutti quelli che non sanno prendere decisioni
ascolto:
Fabrizio De Andrè Elliott Smith Divine Comedy The Smiths Pink Floyd Jeff Buckley John Lennon Nick Drake Nirvana Grandaddy Graham Coxon BlondeRedHead Calexico Miles Davis Charles Mingus... e ancora, tutta la buona musica
this week I listened:
film:
leggo:
Labyrinth (fantastico film di Jim Henson del 1986, ma io me ne sono innamorata prima per aver letto il libro); Uno, nessuno, centomila (L. Pirandello); American Psyco (B.E. Ellis); Perle ai Porci - Dio la benedica Mr Rosewater (K. Vonnegutt); Delitto e Castigo (F. Dostoevskij); Ubik (P.K. Dick); Una banda di idioti (J.K. Toole)e tantissimi altri... cosa c'è di meglio che leggere ascoltando la musica?
Faber dixit:
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INFILTRAZIONI DI FRUSTRAZIONE

Davvero mi chiedo cosa diamine ci faccio io qui, seduta in questo squallido studio, a scrivere relate per intimazioni testimoniali. Dovrei essere in mezzo alla gente a manifestare contro il G8 dei ministri dell'ambiente voluto da quella z......, ehm antipatica, della Prestigiacomo. Dovrei essere lì e poi scrivere dei colori, dei suoni, dei visi, degli odori che avrei incontrato al corteo... è tutto sbagliato. La mia vita sta andando dalla parte sbagliata e mi sento inerme davanti a questa triste realtà.
Mi sento frustrata e annichilita.
Colonna sonora: Verranno a chiederti del nostro amore - F. De Andrè
NO LIFE

"Per quanto ci è dato sapere, il solo scopo della vita umana è di far splendere una luce di senso nella tenebra del mero esistere."
C.G. Jung
p.s.: non ho dimenticato Dexter, ma per quello ho bisogno di più tempo che per una citazione. E poi questa frase di Jung sembra calzare a pennello.


Uhmmm
Non so se devo fidarmi… I faretti sono subdolamente aumentati. Ieri ne ho contati 51. Accidenti me ne sono accorta solo io, del resto chi altro si brucerebbe la vista per contarli! E poi è spuntato fuori pure ‘sto figlio adottivo, insieme a lui il senso di colpa. L’energia adesso mi serve… ma voi che fareste? I figli mica si possono abbandonare. Cioè qualcuno lo fa, anche appena nati se dobbiamo dirla tutta (tristi notizie di cronaca). La faccenda non mi riguarda, non posso e basta. Solo che continuo a chiedermi “è davvero così?”. “Perché aumentano la loro presenza dentro i miei bulloni?”. “A lavorare in quel posto lì siamo solo in cinque… quanti figli c’hanno appioppato a testa! Devono essere in tanti su Kioon”. Pensieri contrastanti e intanto è prevalso il mio senso materno che mi ha portato a farmi prendere per pazza (prendere?vabbe’…) dalle mie colleghe quando arrampicata sulla scala con un cacciavite nelle mani cercavo di svitare quel dannato bullone. Il tutto ad occhi chiusi per non essere abbacinata dal raggio fotonico. Non voglio rachitici sulla coscienza! L’operazione ha esaurito tutte le mie forze. Prima delle vertigini che mi hanno fatto cadere nelle tenebre (meno male che sotto la scala ce stava Olga, l’unica che non è superstiziosa!!) sono riuscita a captare un flebile segnale… mi sembra abbiano detto: “gfwyfceciewqnainoon”
Che cazzo vuol dire.
vi ho smascherati!
Mi sento spossata svuotata incavata: come se qualcuno si stesse divertendo con quell'aggeggio che fa le palline di gelato a raccogliere il mio io un po' per volta, piano piano. Ecco, mi sento proprio così. Soprattutto sotto quella luce bianca. Ho pensato più di una volta " certo come ti dovresti sentire dopo essere stata sette ore chiusa tra quelle mura. Saranno i clienti o i discorsi allucinanti delle colleghe o quello stronzo del titolare che ogni giorno ce n’ha una nuova". Ogni volta che pensavo così nella mia mente appariva la scritta "LUCI". Ovvio, che cazzo, sono bianche da fare schifo. Che dopo un po’ che ci stai sotto le palpebre ti fanno male e quando sei meno fortunato una ti comincia a pulsare. Avete presente? Fastidiosissimo tic paragonabile solo al singhiozzo alle tre di notte quando sei manettato di superalcolici e tutto vorresti tranne farti dare due pugni ben assestati sulla bocca dello stomaco. Ché lì sta il diaframma e il singhiozzo è colpa del diaframma. Per il tremore alla palpebra però mica ti puoi fare dare un pugno sull'occhio. Tra l’altro non sta bene stare in un negozio con l’occhio gonfio e nero. E non è facile neanche per Diego Dalla Palma fare uguale anche l’altro! Insomma LUCI LUCI LUCI. Mi saltavano in testa ogni volta che pensavo al mio stato di fiacchezza. "Aumenta in modo direttamente proporzionale alla mia permanenza dentro il negozio. È il caso di rifletterci un po’ su" ho pensato. Sono stata giorni e giorni con gli occhi doloranti convinta ormai che il mistero risiedesse nei faretti a neon. Bianchissimi e troppi per l’illuminazione di quel buco. Le prime volte sono stata giornate intere a fissarli. Non ha funzionato. Mi sono presto resa conto di averli sottovalutati. Sono passata allora ad una tecnica più raffinata. Li osservavo di soppiatto, con la coda dell’occhio. Ogni tanto alzavo la testa di scatto sperando di coglierli di sorpresa. È stato un lungo assedio, furbi, davvero furbi. Alla fine la mia perseveranza ha avuto la meglio sulla loro furbizia. Li ho visti! Sono piccolissimi e stanno tutti dentro ad un bullone. Sono proprio in tanti e stanno ognuno dentro a un bullone. Ognuno con la sua attrezzatura super tecnologica, dentro un bullone. Ogni faretto ha cinque bulloni. I faretti sono quaranta. Cazzo sono in duecento, almeno quelli che sono riuscita ad individuare e chissà quanti ce ne saranno nascosti negli ingranaggi più impensati. Sono io ad essere sotto assedio! Lo dicevo che erano troppi i faretti per questo buco. Sono mesi che li tengo d’occhio. Mi sento sempre più spossata ma ora so cosa succede. Altro che faretti al neon! Quelli del mio negozio sono raggi fotonici dell’ultima generazione su Kioon, il pianeta, non ho ancora capito bene di quale galassia, da cui provengono i micro alieni. Parassiti dell’energia vitale, ecco cosa sono. Assorbono quella con i raggi. Ogni volta che sei perfettamente perpendicolare alla luce del faretto quei microbi riescono a fregarti un po’ di energia per teletrasportarla sul loro lontano paese. Mandano anche messaggi telepatici in cui cercano di convincermi che lì la mia energia se la passa meglio. Ché loro sanno che io so. Mi riempiono la testa con frasi del tipo "Qui la tua forza va sprecata con risposte a domande stupide" "Qui non fai altro che perdere tempo prezioso" "A che ti serve la tua vitalità in un posto del genere" e via dicendo... Cerco con le poche forze che mi sono rimaste di resistergli. Ho perso troppo tempo. Non è facile, a volte mi sembra di impazzire, ma troverò il modo per farli andare via o per lo meno per fargli cambiare postazione. Nessuno mi crede e intanto io faccio rocambolesche ginkane al fine di evitare il raggio luminoso. L’energia adesso mi serve.
Mi raccomando...ssshhh massima discrezione sull'argomento, non devono venire a sapere che parlo della loro esistenza.