ridere, il mare in tempesta e cantare a squarciagola
odio:
tutti quelli che non sanno prendere decisioni
ascolto:
Fabrizio De Andrè Elliott Smith Divine Comedy The Smiths Pink Floyd Jeff Buckley John Lennon Nick Drake Nirvana Grandaddy Graham Coxon BlondeRedHead Calexico Miles Davis Charles Mingus... e ancora, tutta la buona musica
this week I listened:
film:
leggo:
Labyrinth (fantastico film di Jim Henson del 1986, ma io me ne sono innamorata prima per aver letto il libro); Uno, nessuno, centomila (L. Pirandello); American Psyco (B.E. Ellis); Perle ai Porci - Dio la benedica Mr Rosewater (K. Vonnegutt); Delitto e Castigo (F. Dostoevskij); Ubik (P.K. Dick); Una banda di idioti (J.K. Toole)e tantissimi altri... cosa c'è di meglio che leggere ascoltando la musica?
Sono la Nona sinfonia di Beethoven suonata dalle mani sbagliate. Un pentagramma di note che non dovrebbero essere suonate, forse. Nonostante l'impegno continua a uscir fuori la disarmonia, la stonatura, la mancanza di fluidità da un paio di mani artitriche che non sanno su quale tasto fermarsi, e poi quando si fermano hanno beccato il tasto sbagliato e ne esce fuori solo un rumore stridente e fastidioso.
Sono stanca.
Eppure ho ancora la forza di alzarmi dal letto, mi chiedo "perchè?".
Penso di farcela e mi tiro su, è il riflesso di una forza di volontà che mi bisbiglia la notte, nei sogni, ma poi è tutto falso; tutta una farsa.
La farsa dove mi hai fatto credere di poter essere viva, dove credevo che esistesse ancora qualcosa per cui valesse la pena costringermi in estenuanti lezioni di musica in disaccordo con la mia artrosi.
Non mi riesco a rassegnare che sia stato tutto falso, eppure è così.
Non riesco a tollerare la tua presenza, devo andare via.
Stamattina, però, ho visto l'alba. Era muta, immensa di fronte a me e mi sbirciava fra le foglie delle palme che correvano lungo una strada grigia. Era rossa e ho messo gli occhiali da sole per fissarla e non distogliere lo sguardo. Speravo in una risposta. Ho trovato solo il silenzio e me stessa che non servo più a niente.
p.s.: era altro ciò che avrei voluto scrivere... ma il mattino ha l'oro in bocca.
Troverai tanto altro da fare, ti viene così facile dimenticarti di me da qui, figuriamoci da lì. Sono certa che sei stato con un'altra, me lo sento. Sto una merda.
Quattro feste in otto giorni sono davvero troppo. Con stasera la parte peggiore è quasi finita, c'è ancora domani.
Think I'm unkind
But people aren't the way you think they are
They can't remember all the time
What it was you wanted
They paint you out in straight silhouette
But don't you get the picture yet
Why you getting all upset
The worst parts almost over
Three's such a crowd
You ought to tell me what you tell yourself
You ever gonna speak it aloud
Do I have to guess like everyone else
With an iron will to walk the walk
And the glass drawn that
can't be moved to talk
Black eyes always watch the clock
The worst parts almost over
You let yourself be froze by death
You think I'm mean 'cause I call you out
You don't know what you're about
The worst parts almost over now
The worst parts almost over now
Now now
Perchè la donna prima di tutto è una zoccola.
Gli uomini la prima cosa che dicono se vedeno delle belle labbra è: "quella è una pompinara"; se vedono delle belle gambe è: "quella me la immagino a letto che può fare"; se vedono delle belle tette è... ve lo immaginate tutti, lasciam perdere. A me 'sta cosa mi ha stufato e ha stufato pure un mio amico, perché non bisogna far mai di tutta l'erba un fascio ché chi lo fa è un fascista e fa schifo quanto il maschilista. Le donne, gli uomini italiani, le vorrebbero tutte santarelline e pudiche, che non bevono sedute allo sgabello di un bancone, che non si divertono perchè se ridono son facili, che non parlano di cose intelligenti o divertenti o di calcio o che so io... perchè se no si immischiano troppo.
Le donne per gli uomini dovrebbero essere sempre serie, consenzienti e, soprattutto, zitte.
Ombre dell'uomo.
Io le chiamo salme quelle così.
Queste donne l'uomo se le sposa.
Il fatto è che poi dopo un po' l'uomo si scoccia ad avere accanto un cadavere e allora spuntan fuori le corna... su di lei ovviamente (ma anche su di lui perchè io non mi fiderei di una santarellina... °__°), che però è a casa e a stento conosce gli amici del suo uomo e non sa mai la verità sul perchè quest'ultimo torna sempre più spesso e sempre più tardi a casa. Lui si preoccupa di esser scoperto, ma non più di tanto... lei a casa gli ha preparato la cena e lui sa bene che al più dovrà sorbirsi una vomitata di parole e parolacce.
Io non sono così... io sono la zoccola per eccellenza e andate tutti a fare in culo quelli che vogliono la donna oggetto. M'avete rotto con i vostri commenti fatti all'interno del branco, mi avete rotto con le vostre erezioni, mi avete rotto e basta.
Mi sono improvvisamente resa conto che la mia vita, i miei amici, il mio pub, le mie manie, i miei amori, i miei dolori, le mie passioni, le mie incazzature e tutto ciò che mi circonda e credevo reale altro non è se non un mondo fatto di sabbia...
E' bastato un alito di vento per disfare tutto, e io, ora, non ho la forza di ricostruire.
Fluttuavo in questo pallone nero.
Non so per quanto tempo è successo, a me è sembrato troppo.
Ogni tanto ho messo la testa fuori, solo perchè son curiosa, e quello che ho visto mi ha disgustata.
Poi ho pensato che il disgusto è sempre meglio che non sentire niente e allora mi son buttata giù... la discesa è tremenda, ma atterrerò.
Prima o poi atterrerò.
Vorrei strafarmi di acido lisergico fino a restarci sotto. Vivrei meravigliosamente nella realtà alternativa che creerei e non tornerei mai più.
Mai più.
True love will find you in the end
D. Johnston
True love will find you in the end You'll find out just who was your friend Don't be sad, I know you will, But dont give up until True love will find you in the end This is a promise with a catch Only if you're looking can it find you ‘Cause true love is searching too But how can it recognize you Unless you step out into the light? Don't be sad i know you will But don’t give up until True love finds you in the end.
Perchè anche se triste, sconfortata, spossata e indignata, io sono una Wonder Woman.
Me lo dicevo l'altra sera mentre guidavo la mia macchina per andare a prendere LittlePuckSunshine.
Dodici ore non stop fuori casa, lavorare 9 ore al giorno senza il benchè minimo riconoscimento economico, Bronte, Catania, Lentini, Floridia, Acireale, Augusta, Modica e la macchina, è ovvio, se ne va a puttane.
Due anni che non mi compro neanche una maglietta.
E tu, professionista dei miei coglioni, rivuoi indietro i 15 euro.
E' facile capire chi è il vero morto di fame.
Il momento più bello è il venerdì, perchè per due giorni non vedrò il su citato professionista dei miei coglioni e perchè arriva Djd e io devo uscire con una borsa capiente da riempire di fumetti e dvd.
Djd mi salvi l'anima, grazie.
Poi però anche se sono una Wonder Woman e mando avanti la baracca a forza di espedienti e alla fine me la cavo sempre e la piccola PuckSunshine, nonostante tutto, cresce bene, è bella e intelligente è migliore di me e saprà remare in una direzione, io mi faccio schifo lo stesso.
Sono circondata da persone fantastiche ma al tavolo del pub non ci riesco a stare seduta.
Sono nervosa, sono un fascio di nervi pronto a saltare per aria. Sono esplosiva. Esplodo e faccio male solo a me, dall'altra parte viene così facile ignorarmi, lasciarmi ridere per finta con il bicchiere pronto a salvarmi gli occhi.
Qualcuno mi dice che devo stargli lontano, me lo dice troppo spesso per lasciarmi indifferente.
Qualcuno mi dice che continua ad avere voglia di baciarmi, eppure mi conosce, lo sa che sono sbagliata ma che il bene che gli voglio è infinito.
Qualcuno viene a letto con me, dopo anni che ci conosciamo, e poi è solo che era arrapato, vabbe' devo resettare il sistema... mi avranno costruita con qualche grave difetto di fabbrica.
Qualcuno gli faccio schifo, ma non sa niente di me.
Qualcuno mi ama, ma io vado sempre dalla parte opposta.
Sì, deve essere proprio un gran bel difetto di fabbrica.
Una pagina bianca e il gatto che gioca con la penna che c'è poggiata su. Nuoto nei miei pensieri cercando di non annegare.
Spero solo di riuscire a dormire, stanotte.
Mi chiedo se sia necessario continuare a sanguinare, se davvero valga la pena il mio sacrificio; ovviamente mi auguro di sì, anche se continuo ad ascoltare Elliott Smith cercando di convincermi che non ci sia un nesso.
Avrei voglia di fumare una canna, ma ho fatto una promessa a me stessa prima che a chi mi vuole bene.
Non son convinta, credo che le sostanze che alterano la mia percezione siano dei sintomi, e basta. Dunque mi alzo e riempo il bicchiere.
Lo riempo di una parte di me, quella che ancora non puzza di marcio, e intanto il gatto continua a giocare con la penna mentre scrivo.
Parto in svantaggio e già conosco il risultato. Cose già fatte non so quante volte, emozioni già provate, sapori conosciuti; parto in svantaggio e so che che perderò. Mi piacerebbe provare qualcosa di diverso, non so, un rapimento alieno, un amore fiabeso, un tossico intimista; io che guadagno per il lavoro che faccio.
Parto in svantaggio, ma mi sento incoraggiata per aver ancora la voglia di partire. Del resto non credo che lo xanax sia la soluzione migliore come non lo sono neanche blande pillole omeopatiche alla camomilla.
Il gatto adesso gioca con tutto quello che c'è sul tavolo, comprese le mie mani e mi fa cadere la penna dalle mani.
Ha un musetto da monella.
Smetto di scrivere perchè devo giocare con lei.
E nessuno mi venga a dire quella stronzata che i gatti non si affezionano al padrone.
MEET ME BY THE WATER
Rachael Yamagata Would you please meet me by the water, baby
We'll have a really good time
Would you please meet me by the water, baby
'Cause I can't get you off of my mind
I've been thinking everyday about you
Don't fit anywhere into my life, but that's okay
'Cause I think I might be right for you
And because of that, I'm not scared at all
And everyone says I'm crazy
And everyone says I'm a fool
Would you meet me by the water tonight
'Cause I'm ready to break all the rules
Please don't leave me standing
With my heart in my hand
I can't last here
I'm breaking down,
And no on understands why I got here
But I knew from the very first moment
That I met you
You'd be the one
Would you meet me by the water tonight
Would you please fall asleep
Holding my hand
'Cause I've got everything in store for you, baby
If you'll be my man
A.A.A. cercasi tecnico per riparazione ingranaggi.
#1 La compostezza della città dove vivo mi procura nausea.
#2
L'ipocrisia che permea l'aria ha creato densi banchi di nebbia. Ci navigo in mezzo senza avere più alcun senso dell'orientamento.
#3
La sincerità con cui gestisco i rapporti con gli altri ha sortito due effetti opposti e contrari.
Alcuni mi amano, tanti mi disprezzano.
#4
La bellezza è solo un fastidioso impiccio. Compie una costante erosione alla mia autostima. A volte vorrei essere brutta. Dico sul serio.
#5
Mi capita sempre più spesso di essere fuori, in mezzo alla gente, e di sentirmi soffocare. Sono costretta a tornare a casa.
#6
La solitudine non è male come compagna se possiedi uno stereo, un lettore dvd, libri, fumetti e Dennis che ti sposta i mobili e fa buchi ai muri.
#7
A proposito del #6, tutti i miei amici maschi* messi insieme fanno mezzo Dennis. Sono giunta alla conclusione che quello che mi serve è un muratore.
#8
La delusione, su tutti i fronti, è oramai una costante, tant'è che nulla riesce più a deludermi: sono una disillusa.
#9
Ho ripreso a disegnare, ma ho smesso di scrivere.
#10
Perdersi completamente è l'unico modo per mettere a tacere i pensieri tristi.
#11
Rivedere foto che non si vedono da anni può provocare gravi scompensi emotivi. Farò una parete piena di foto, perchè non posso sempre dimenticare.
#12
L'oblio mi ha portata alla perdita della mia identità, però mi ricordo bene, molto bene, che vorrei averti qui con me, mamma.
#13
Le cose vanno prese per quello che sono, solo così perdono la loro importanza.
Cosa vuol dire aver un metro e mezzo di statura,
te lo rivelan gli occhi e le battute della gente,
e la curiosita' di qualche ragazza impertinente,
che ti avvicina solo per un suo dubbio impertinente:
vuole saper se e' vero quel che si dice intorno ai nani,
che siano i piu' forniti della virtu' meno apparente,
fra tutte le virtu' la piu' indecente.
Passano gli anni i mesi, e se li conti anche i minuti.
E' triste ritrovarsi adulti senza essere cresciuti,
la maldicenza insiste, batte la lingua sul tamburo,
fino a dire che un nano e' una carogna di sicuro,
perche' ha il cuore troppo troppo vicino al buco del culo.
Fu nelle notti insonni vegliate al lume del rancore
che preparai gli esami e diventai procuratore,
per imboccare la strada che dalle panche di una cattedrale
porta alla sacrestia quindi alla cattedra di un tribunale:
giudice finalmente, arbitro in terra del bene e del male..
E allora la mia statura non dispenso' dal buonumore
a chi alla sbarra in piedi diceva "Vostro Onore"
e di affidarli al boia con un piacere del tutto mio,
prima di genuflettermi nell'ora dell'addio,
non conoscendo affatto la statura di Dio
Il pensiero che il Cavaliere abbia sofferto degli stessi complessi di inferiorità, con le conseguenze che tutti conosciamo, è a dir poco inquietante. Soprattutto perchè gli ultimi due versi non potrebbero essere, comunque, tenuti in considerazione.
Piove. Piove come Dio comanda, e credo l’abbia comandato solo per evitare che io finissi il trasloco, visto che oggi (ieri per chi legge) è l’unico giorno in cui sono riuscita a trovare un povero cristo con un furgoncino che fosse disponibile; e ieri invece era estate.
Il fatto è che Dio è dotato di un gran senso dell’umorismo, macabro e troppo vicino al sarcasmo, ma lui si può permettere tutto, io, invece, sono egocentrica in questi giorni, sicché nonostante mi sia parecchio infastidita, spero, almeno, di essere riuscita a divertirlo abbastanza, soprattutto quando, in mezzo a tutto il resto, ho imprecato dicendo che Lui esiste solo per rompere le palle a me.
Touché!
A me piace quando piove.
Mi piace quando piove e sono a casa e ascolto lo scroscio dell’acqua fuori, da sotto le coperte, e mi piace quando piove e mi metto a camminare, senza meta, per i vicoli della città semideserta, e mi fermo solo quando mi incanto per mezz’ora davanti ai cormorani che pescano in quel mare grigio e schiumoso per poi tornarmene a casa bagnata fradicia.
Mi piace meno se devo passare la mattina tra le auto, in mezzo a un traffico impazzito per due gocce d’acqua, e uffici pubblici pieni di boriosi, noiosi e petulanti impiegati, a dirla tutta. Se poi in preda a crisi di autogestione della pazienza mi assale la voglia di nicotina e decido di fare una pausa al bar per un caffè e quello accanto a me ordina un caffè d’orzo, allora mi deprimo.
Stamattina mi sono depressa, davvero.
Pensavo il trasloco, il trasloco, il trasloco… non posso fare il trasloco.
Ecco quello che pensavo, e non potevo proprio togliermelo dalla mente.
Poi mi sono rotta, di pensare al trasloco insomma.
Mi sono messa a immaginare come sarebbe il mondo se non ci fossero mai cose da aggiustare.
C’era una signora allo sportello informazioni dell’Agenzia del Territorio che cercava di scastrare un foglio A4 dal fax. Operazione non così difficile, in verità, ma avrei dovuto ringraziarla lo stesso. Mi ha evitato un sacco di cattivi pensieri.
Dunque, la signora sudava sette camice e io mi sono messa a immaginare questo mondo dove niente è sbagliato.
Mi sono immaginata come sarebbe se non ci fossero mai direzioni sbagliate da prendere, gomme bucate da sostituire, sogni nel cassetto da infrangere, mostri sotto i letti dei bambini, giostre che girano al contrario da guardare, lampadine che si fulminano da cambiare, sigarette accese dal filtro, fiumi di lava che incendiano paesi, adolescenti da prendere in giro, aeroplani che cadono giù, terre che si increspano con un boato, bicchieri che si rompono, scarpe alla moda, la tv.
Ho pensato a come sarebbe se non ci fosse che “... per strada passa un uomo vivo con dentro tutto il sangue ad un tratto eccolo lì morto tutto il suo sangue è fuori e gli altri vivi fanno sparire il sangue e portano via il corpo ma il sangue è cocciuto e là dov'era il morto molto più tardi tutto nero un po' di sangue se ne sta lì sparso..."
Come sarebbe questo mondo se non ci fossero emozioni a far sbagliare amori, se l’acqua non si potesse mai inquinare e si potesse bere dalle pozzanghere, se non avessero mai scoperto l’energia nucleare e tutti avessero sole e vento.
Se non si provasse dolore, né sofferenza, se non si commettessero mai errori.
Mai nessuno che si prendesse l’AIDS, o qualsiasi altra malattia.
Tutto liscio come l’olio.
Sempre.
Due palle, ecco cosa sarebbe!
Credo sia questo che direbbe il nostro Dio burlone, e un po’ è anche quello che penso io.
Certo, qualche morto in meno, magari direbbe pure questo, però poi direbbe pure che Lui mica si riesce a divertire, divertire davvero, solo con un po’ di pioggia e una precaria in mezzo a impiegati stipendiati che si lamentano e un trasloco di pochi metri.
Sì, però a piedi!, mi verrebbe di rispondergli.
Uh, ma quanto ti lamenti, ok a piedi, dice, ma sempre di pochi metri!
Quasi me lo sento nelle orecchie dirmi così, e mi scappa da ridere. Capisco solo allora perché non possiamo fare a meno dei politici che ci son toccati. Lo divertono troppo.
Insomma, mentre pensavo cose di questo genere, stamattina, così, d’un botto mi son di nuovo depressa e dopo non c’è stato più niente da fare.
Anche adesso, che sono a casa, mi sono levata le scarpe e sono davanti a una pinta di bionda, niente.
Contino a sentirmi depressa e allora chissenefrega metto su Sleeping Man - Vic Chesnutt e mi concentro sul pensiero che presto, prestissimo, sarò a casa nuova.
Ho un trasloco da fare.
Un lato terribile del mio carattere da cambiare. The Dark Phoenix da cacciare.
Un inglese da ospitare. Lui vuole scopare, io no... ma non si lasciano gli amici a dormire per strada, no?
Un nuovo lavoro da trovare.
Un lavoro serale da iniziare.
Un testo da completare.
Foto da fare.
Telefonate pure, tante.
Un racconto da rivedere e spedire... hai visto mai li vinco 'sti 1.500,00 euro.
G.M. da incontrare, e spero presto, visto che in questo momento rappresenta l'unica reale alternativa a questa vita di merda...
Una vita da reinventare.
Elliott da cantare.
Scoprire chi è questo visitatore di Scordia, che su shinystat mi fa concorrenza ai visitatori della capitale.
Un gioco da azzerare e ricominciare, daccapo.
Vestiti da buttare.
Scatoloni zozzi da montare.
Una faccia da struccare.
Fink da imparare.
Un amore da conquistare.
Una dannata voglia di morire da allontanare.
Una bambina da educare.
Sono stanca.
ALL CLEANED OUT
Here come your pride and joy The comic little drunk You call your boy Making everybody smile Who takes your pretty plan And then becomes a disappearing man After a little while
I saw you with your make-up running down Now what's that all about You say you don't want anyone around Cause you're all cleaned out
You toss the empty beer Not really as composed as you appear A icicle inside Wearing clothes that clash
Wondering is this treasure, is this trash
Still trying to decide
About 5 o'clock here comes your clown
With the front he's throwing down
But all you say is you don't want anyone around Come not right now There ain't nothing to drink You don't want to think about it
I'm sorry you seem so stung And I'm sorry you think you have to hold your tongue When your so pretty and smart I'm seeing you caving in Becoming afraid of all these men That you've given your heart
I saw you with your make up running down Now what's that all about You say you don't want anyone around Cause you're cleaned out All cleaned out All cleaned out
Pepsio Constantine wrote: "Berlusconi ha detto che Di Pietro è il campione delle manette*.
Io gli direi di farsi un giro dalle parti del nostro bancone."
P.B.** wrote: "Ti informo che mi sto candidando per il consiglio comunale.
Posso contare su di te?"
*manetta: nel nostro gergo tale termine sta per gran bella bevuta.
**P.D.: politico di vecchia conoscenza (40 anni circa) al paesello e in provincia. Nato con la DC ha poi cambiato svariati partiti, seguendo la bandiera della convenienza. Il politico tipo italiano, insomma.
Ieri sera appuntamento al bancone con la Rossa, e quando ci ritroviamo io e lei al bancone succede sempre che non abbiamo mangiato e che ci spariamo uno o due negroni a testa. Il negroni può piacere o meno, ma è senza dubbio il Re dei cocktails, è elegante quasi quanto un cocktail martini, è lineare e meno confusionario di un semplice gin tonic e poi ha quel color ruggine che, per me, l'avevo detto pure qui, è il colore del vuoto che si prova dentro quando avresti voglia di lanciarti a tutta velocità su qualcuno per affettarlo con un coltello da cucina e invece non lo fai... ecco il negroni è bravissimo a sostituirsi a quel vuoto, ed io resto dell'idea che sia proprio per via del colore. Uguale!
Ieri sera, infatti, dopo il negroni stavo bene, così tanto bene che ho voluto esagerare e allora ho detto alla Rossa ehi Rossa a casa c'ho astici e cicale, li andiamo a divorare con le mani e poi ci succhiamo tutte le dita?, quella mi fa sì, e ci iniziamo a vedere pure un film?, ed io oh well, ok, ma solo uno che ho già visto ché se il dvd non si vede fino alla fine poi ci resto di merda!, e lei oh well, ok. Insomma dopo il negroni, una pizza con il salame piccante che non pizzicava, l'astice, la cicala, l'inizio di Lost in Traslation, una birra per far scendere il tutto e una bella leccata alle dita unte di crostaceo, stavo bene. Talmente bene che, appena la Rossa ha dato foirfait, mi sono ingoiata le quattro pasticchette di valeriana che mia zia me le ha date perchè soffro d'insonnia e mi ha detto di prenderne due, ma io non mi fido, della valeriana, e ne ho prese il doppio così vado sul sicuro, e mi sono messa a letto.
Ok, la razione doppia di valeriana non mi ha tradita, stanotte ho dormito, dunque tutto doveva lasciar presagire una buona giornata.
E invece no, cazzo!
Stamattina mi sento un catorcio: raffreddore estremo completo di tutti i sintomi, tipo 100 starnuti al minuto, mal di gola, tosse, indolenzimento muscolare. E come se non bastasse è pure il mio secondo giorno di ciclo mensile del cazzo e perciò ho la schiena come se me l'avessero presa a manganellate proprio al centro e le ovaie che si sentono i motori propulsori dell'Enterprise che ora vorrei qui Hannibal per farmele strappare via a morsi!
Insomma mi sento una merda...
Meno male che c'è la musica: sto ascoltando For today I am a boy* - Antony and the Jonsons.
Dei miei amici mi hanno chiesto di aiutarli a organizzare una rassegna di cinema muto.
Io adoro i vecchi film... non potevo rifiutare.
Ma in verità accetto più per la voglia di impegnarmi in qualcosa che mi aiuti a pensare il meno possibile che per la convinzione di essere in grado di occuparmi della presentazione della rassegna.
Cioè, è ovvio che ce la farò, e lo farò bene, ma gli altri credo confidino troppo nella mia bravura con le parole, io nutro molti più dubbi in proposito... ma come si suol dire tutto fa brodo, no? E dunque anche questa, insieme a quel video che c'abbiamo il testo, c'abbiamo la stragrande maggioranza delle foto, c'abbiamo la voglia, sarà messo nel calderone delle cose da fare per non pensare.
Mi sembra un ottimo programma del resto.
Stare a mescolare il calderone, un ottimo programma...
Anche perchè se non tengo occupata anche la più microscopica e atrofizzata cellula del mio ormai insano cervello continuerò imperterrita nell'errore, continuerò a puntare e a perdere perdere perdere
Ventimila...
Quarantamila...
Sessantamila...
Centomila...
Cinquecentomila...
Un milione...
Due milioni...
Tre milioni...
Quattro milioni...
Merda!
Buongiorno.
Cinquecentomila su Barbablù.
Sì, poi gioco...
questa accoppiata:
Barbablù con Rommel,
cinquecentomila, sì.
Senta...e poi gioco
ancora centomila
su... su Barbablù... naturalmente.
Sì.
Merda!
Buonasera caro.
Dunque, io adesso
batto lo zero,
un milione sullo zero.
Ecco. E poi... gioco
cinquecentomila sul... sull'uno
poi batto
cinquecentomila sul due... sì, ecco, così.
Ora, dunque, riassumiamo: allora, ha visto bene, no?
sono un milione sullo zero, cinquecento sull'uno
e cinquecento sul due. Ecco...
God is a concept,
By which we can measure,
Our pain,
I'll say it again,
God is a concept,
By which we can measure,
Our pain,
I don't believe in magic,
I don't believe in I-ching,
I don't believe in bible,
I don't believe in tarot,
I don't believe in Hitler,
I don't believe in Jesus,
I don't believe in Kennedy,
I don't believe in Buddha,
I don't believe in mantra,
I don't believe in Gita,
I don't believe in yoga,
I don't believe in kings,
I don't believe in Elvis,
I don't believe in Zimmerman,
I don't believe in Beatles,
I just believe in me,
Yoko and me,
And that's reality.
The dream is over,
What can I say?
The dream is over,
Yesterday,
I was dreamweaver,
But now I'm reborn,
I was the walrus,
But now I'm John,
And so dear friends,
You just have to carry on,
The dream is over.
Aggiungerei che non credo manco nel riscatto sociale, che è una minchiata enorme, ma poi mi accusereste di autocommiserazione, perciò non lo aggiungo. Mi prendo i 50 euro che mi devono bastare fino a fine gennaio, li metto in tasca e me ne vado a lavorare al pub.
God bless me
Sono l'icona della contraddizione. Inizio la serata fracassando le palle a Djd che voglio andare a sentirmi il concerto di questi tipi bresciani, dopo mezz'ora di pub ho già cambiato idea. C'è Psycho, bene, penso. Andiamo a fare una pausa a casa mia, tanto sono così annoiata che non ho voglia neanche di immaginare un altro minuto al tavolo del pub. Psycho mi propone una cannetta ed io accetto felice dimentica del fatto che lui è un bravo ragazzo, ma ha un difetto: gli manca il senso della misura. Perciò la cannetta è un cannone e la mia poca volontà si piega immancabilmente al tedio di affrontare viaggio in auto, folla danzereccia e bassi distorti al locale in cui si terrà il concerto. Djd invece, mi chiama in preda a semi esaltazione e mi dice che tra 10 minuti mi passa a prendere. Io tentenno... vengo... non vengo... Djd si agita, senti, mi dice, io tra 10 minuti passo se ci sei bene se no me ne vado, prendo Speraben e The DrumMachine e mi vado a sentire il concerto. Ah, ci sono pure loro? Balbetto io... uhmmm, va bene allora vengo... come se la cosa potesse avere il benchè minimo nesso logico, ma io non sono abituata a fumare con Psycho perciò lo prendo per tale.
Il concerto è veramente carino, The Record's si chiamano i ragazzi che suonano, puro rock&roll californiano e loro son bravi pure a tenere il palco... insomma sta di fatto che comincio a ballare e mi fermo solo alle 5 del mattino. Djd, Speraben e The DrumMachine se ne sono già andati da un pezzo, dopo il concerto, ma io son voluta restare perchè la serata emanava un forte odore di feromone, e non mi sbagliavo affatto. Ad un certo punto in pista si formavano strane coppie che si strofinavano, sparivano per un po' per poi riapparire spettinate e continuare a ballare. A me, in verità, piaceva tanto il cantante, ma senza troppo trasporto... ballavo e ciò bastava, almeno finchè non è apparso un pischello di 24 anni, che è molto carino, e che di punto in bianco comincia a baciarmi... ma sì chissenefrega, penso, fatti baciare fatti toccare, magari i mostri del passato spariscono.
Macchè... purtroppo il chiodo non riesce a schiacciare bene il precedente e quello sotto sghignazza perchè a lui resta la prerogativa sulle mie emozioni... sul mio cuore, in compenso il cervello mi ringrazia della serotonina che gli mando, ormai era in preda a drammatiche crisi di astinenza e non mi sopportava quasi più.
Ok bacio il pischello, lo bacio e lui mi stringe forte e quella stretta mi convince circa chi mi riaccompagnerà a casa.
Peccato che la macchina la portava un altro pischello, stupido ahinoi, e la serata invece che tra i baci si è conclusa tra i fiori, quelli dell'aiula su cui la macchina ha fatto la piroetta.
Il pischello stupido è costretto alla compagnia di polizia municipale e poliziotti. Io e il mio pischello ci avviamo a piedi verso casa mia. Lui è mortificato, tutti e due siamo spaventati e ammaccati. Arriviamo alla mia macchina lo accompagno a casa e sono le otto e mezza del mattino, meno male che non volevo uscire... vabbè vado a prendere la LittlePuckSunShine, va'.
the night after (sunday night's dream)
Mi ritrovo nel bel mezzo di una foresta equatoriale, fa un caldo boia e le mangrovie sono enormi, sproporzionate, e io sto con la testa su a fissarne l'immensità. Mi assale un senso di vertigine... gli alberi sono troppo alti, il caldo è troppo afoso, il cielo è troppo azzurro ed è troppo lontano, tutto è troppo più un aggettivo. Io ho paura. Comincio a correre...
Corro corro corro e corro, senza sosta senza meta, piena di un vago terrore.
Corro corro corro e corro.
Il cuore aumenta i battiti e il respiro si adegua al suo ritmo. L'acido lattico si fa strada tra i muscoli e un piacevole dolore mi pervade. Io corro e non ho più paura, è sparito il cielo e si è inghiottito le mangrovie, i pappagalli che urlavano, i beiji che saltavano nelle chete acque pluviali, le scimmie e le pulci che saltavano nel pelo delle scimmiette più piccole; e si è inghiottito tutti i rumori... siamo rimasti solo io il battito del mio cuore l'ansimare affannato del mio respiro e il dolore dell'acido lattico nei miei polpacci. Corro per farmi scoppiare il cuore, penso ad un certo punto, e potrei essere un cittadino del paese delle ultime cose o un personaggio di Cuaròn, è uguale.Adesso sono al limite delle mie potenzialità. I muscoli sono tiratissimi e le braccia si alternano velocemente per darmi più spinta, la faccia è deformata in una strana smorfia e corro ma sento di non poterlo fare più. Corro ma annaspo in un respiro ormai senza ossigeno, sto correndo per farmi scoppiare il cuore, ne sono certa... e vedo chiaro il mio viso storpiato dalla fatica di accettare un pensiero simile... devo respirare... devo riprendere fiato... devo... e inspiro così profondamente da ritrovarmi seduta sul letto ansimante e matida di sudore. Davanti a me la tv è accesa e manda un documentario sul Brasile.
[Wanted:]
Single f, under 33, must enjoy the sun, must enjoy the sea
[Sought by single m:] Mrs.Destiny, send photo to address, is it you and me?
[Reply to single m:]
My name is Caroline cell phone number here, call if you have the time
28 and bored, grieving over loss, sorry to be heavy but heavy is the cost, heavy is the cost
[Reply to Caroline:]
Thanks so much for response, these things can be scary
Not always what you want
How about a drink? The St.Jude club at noon?
I'll phone you first I guess
I hope I see you soon!
I never got your name, I assume you're 33
Your voice it sounded kind
I hope that you like me
When you see my face, I hope that you don't laugh
I'm not a film-star beauty
I sent a photograph
I hope that you don't laugh...
[Note to single m:]
Why did you not show up?
I waited for an hour and finally gave up
I thought once that I saw you, I thought that you saw me
I guess we'll never meet now
It wasn't meant to be
I was sure that you saw me, but it wasn't meant to be
[Wanted:]
single f, under 33, must enjoy the sun, must enjoy the sea
Sought by single m:
nothing too heavy, send photo to address
is it you?
or me?
Eppure di cose da fare ne avrei.
E invece resto lì, zitta e immobile, non muovo un muscolo ma sono bianca stanca e spossata.
Il movimento perpetuo e evanescente nei miei pensieri, quelle corse in cerchio, quella sensazione d'affanno, quel dissolversi fino all'indicibile, vicina ad essere invisibile anche a me stessa, mi lascia senza fiato come se avessi nuotato per ore in un mare in burrasca.
Sono esausta.
Dove mi porta tutto questo rimuginare?
Da nessuna parte, ecco dove mi porta.
Tutt'al più, se avesse voglia di prendersi cura un po' di me, mi porterebbe in un ospedale psichiatrico... solo che poi riderebbe quando mando giù pillole senza nome e sto con le braccia incrociate in un pezzo di stoffa bianca. Oppure se fosse triste e malinconico mi porterebbe all'autocommiserazione. E, accidenti, lì sì che sarebbero guai: peggio delle sabbie mobili. Il vittimismo ti inghiotte con la stessa velocità con cui si inghiottono i dolori e si rinchiudono nell'angolo dell'abitudine. Ma del resto potrebbe anche aver voglia di prendersi gioco di me. Se così fosse, ci posso scommettere, mi porterebbe al bancone.
Bravo rimuginare, prenditi gioco di me!
Trascinami al bancone e distorci i miei pensieri e te e me, tutti insieme nell'euforia della mente annebbiata da alcol, musica e il vociare inconcludente della gente intorno... tanto io mica lo so che è solo un palliativo, che domani mattina troverò il nastro della cassetta riavvolto, e che sarà perfettamente inutile, troppo simile alla retorica, la mia curiosità circa l'autore del maledetto inghippo temporale.
Ridi di me, così bravo, e intanto io torno ad accovacciarmi in un angolo e so benissimo che dipende solo da me.
Certo che lo so.
Sto pianificando, infatti.
Avevo deciso di abbandonare questo blog, non perchè non voglia scrivere più, tant'è che ho continuato e continuo a farlo in modo assolutamente disordinato e privo di ogni riferimento temporale e spaziale ovunque mi risulti facile poggiare un pezzo di carta e farci scivolare sopra la sfera di una penna.
Il fatto, molto più semplicemente, è che non riesco a trovare più niente di divertente da raccontare. Il fatto è che questo blog è diventato il fottutissimo diario emo di una ragazzina psicopatica, ed io ho trent'anni, cazzo.
Allora mi son detta, vaffanculo, lascia perdere tutto, anteponi una bella immagine ad ogni pensiero, ad ogni parola. Se funziona altrove funzionerà anche qui.
L'immagine è incompleta, priva di sguardo, anonima... proprio come la percezione che gli altri hanno di me.
Ché poi è passato un sacco di tempo da quando ci siamo incontrati l'ultima volta, e da lì è stato tutto un pasticcio di sushi, flebo, birre, canzoni, notti insonni, scatti senza flash, teste rasate, tequile al bancone, chiacchiere al muro, messaggi e neanche una telefonata. Perciò in testa proprio non riuscivo ad avere altro, tabula rasa. La foto in tuta nera un po' velina ci stava tutta, e l'ho messa.
Dunque, lascio a vita quella foto che non sono io e così finisce qui quello che era nato per essere qualcosa che non è mai diventato: un blog che si lascia leggere.
Avrei potuto farlo, ma sono una che si affeziona, e al blog mi ci sono affezionata.
Tra l'altro sono una, ma a volte anche due, perciò può capitare che decisioni prese dall'una non rispecchino la volontà dell'altra, il che comporta inevitabilmente confusione incertezza e ripensamenti.
Nel caso di specie l'una era fermamente convinta che dovevamo chiudere per sempre, l'altra, di contro, sosteneva l'esatto opposto. Ovviamente all'inizio l'una ha sempre la meglio perchè è lei quella che tutti i giorni si alza per andare a lavorare e perciò mantiene, in apparenza, quel tanto di autorità che la annovera tra quelli che comandano. L'altra, però, è furba, le lascia sempre credere che sia davvero così e intanto la notte, dopo essersi fatta un paio di birrette, subdolamente bisbiglia all'orecchio dell'una che è una stronza, perchè invece di arrendersi e di mollare tutto, dovrebbe smetterla di stare tutto il tempo lì imbambolata a leggersi dentro e dovrebbe riprendere a osservare fuori intorno sotto sopra, ovunque ma non dentro. E dopo un po' di notti passate insonni l'una comincia a credere che forse è vero: è una stronza.
Tra l'altro le sovviene che suo nonno non faceva altro che ripeterle "tu potrai aver successo solo con due cose nella vita, la tua scrittura e le tue gambe".
Mio nonno mi voleva bene anche se era Colonnello dell'esercito.
Io non avrò mai successo né con l'una né con le altre, ma questa è un'altra storia che forse un giorno racconterò, per ora mi voglio sentire Devil you know - Pinback.
Solito pub.
Puck, amica incinta e amico al bancone. Puck e l'amica incinta si dirigono al bancone.
L'amico al bancone le vede.
A. al bancone: Ehi, ciao ragazze. Certo ora il pancione comincia a crescere, eh?
A. incinta: be' sì, sono già al sesto mese da un po'.
A. al bancone: sai già se è maschio o femmina?
Puck: Davide, fammi una media bionda.
A. incinta: sì sì. E' una bambina!
A. al bancone: un'altra femmina? Ma la volete smettere di sfornare femmine? Ché qui di maschietti siam rimasti in pochini...
Puck: Mica è una cosa inaspettata, è per via della teoria di Darwin.
Bene, è ora di metter fine alle danze.
E' ora di chiudere tutto in una buia segreta e dare le chiavi all'oblio.
E' necessario archiviare con metodo e ordine la bella serata, le brutte serate, gli anni sconclusionati; la bestia che sono diventata.
Bene, sì anche bene giù nella segreta.
...
Suonano alla porta, chi sarà mai a quest'ora di notte? Accidenti, la visita dei miei amici fusi che mi sconvolge come mai. Cazzo... tutto in archivio, presto.
Una rosa...
E' solo l'alcol
E' solo l'alcol
E' solo l'alcol
Bianca, bellissima, con le spine e il gambo rotto.
La rosa è da archiviare assolutamente, immediatamente.
Bussano di nuovo non è lui, ma ho desiderato che lo fosse.
Da archiv... Cosaaaa?
Un desiderio con lo stesso nome risulta già archiviato. Sostituirlo con quello attuale?
NON TUTTE LE SERE E' IL CASO DI ANDARE AL PUB almeno non quando imita il Winchester
Nel pub dove sono solita passare le mie squallide serate riempendomi le vene di quella deliziosa bevanda al luppolo che è la birra, il giovedì accadono strani fatti. Non ci sono i tavolini fuori e ti mettono solo 1/4 di limone nel drink. Di contro una impossibile folla di ultracinquantenni, dentro l'angusto spazio dove la band suona, si dimena a suon di blues.
La solfa è sempre la stessa: stessa band, stesse cover, stessa scaletta... da anni.
Ma questo sarebbe il meno dico io. Perchè la parte terrificante la fa il pubblico. Sbugghione Americane (come chiama le zoccolone tardone quel gran genio del mio amico Wally) che agitano tette e culi su sessantenni poeti falliti ebrei (non sono razzista, tranquilli, quello a cui penso è ebreo davero! Gli altri aggettivi, invece, servono proprio ad offendere) e maniaci che vanno in giro con le tuniche bianche e il cappello e i calzini bianchi e un paio di ciabatte, e regalano a tutte le femmine la stessa poesia, ma il giovedì gli va bene perchè le sbugghione sono troppo impegnate a saltare per farsi uscire una tetta di fuori, così tutti le guardano e loro si sentono meno vecchie, pure se a guardarle è il poeta vecchio fallito e maniaco, per pensare a qualsiasi cosa di romantico.
Un altro gruppo di invasati affolla il corner destro della stanza suonando maracas artigianali ricavate dalle lattine di birra che hanno saggiamente bevuto prima, e donne isteriche con la pella sfloscia e dondolante si arrampicano sui tavolini e cominciano a fare le cubistedistocazzo strofinando i culi (ma solo perchè lo spazio è limitato, ti dicono se glielo chiedi) sui visi di quelli con le maracas.
Io e Wally in verità volevamo solo farci una birra, magari due.
Il problema però è logistico: come oltrepassare quell'informe massa gelatinosa che si ostina ad agitarsi?
Dai Wally, pensiamoci un attimo. Un modo ci sarà pure per raggiungere incolumi il bancone. Deve esserci.
Uhmmmm...
Andiamo avanti come carrarmati muovendo i gomiti a mo' di ali così da farci spazio? Ok all'andata, ma al ritorno? Con le pinte in mano è azione impossibile da compiersi, e se poi mandi affanculo quello che, mentre sembra la ragazzina dell'Esorcista, ti ha versato tutta la birra addosso, devi pure essere in grado di sostenere il suo sguardo senza commettere atti illegali e criminosi. No, è chiedere troppo.
Allora abbiamo un lampo di genio, io e Wally. Lo commettiamo subito l'atto criminoso. Evitiamo così la parte più fastidiosa della sera, quella in cui ti ritrovi 0,40 cl di birra sulla maglietta.
Ok deciso,allora.
Wally sei pronto?
Sì.
E stacca i due rami più grossi dalla pianta di benjaminus posta all'ingresso del locale. Tieni, mi fa. Acchiappo il ramo e lo brandisco come un'esperta guerriera. Wally idem.
Forza andiamo. Uno... due... tre... viaaaaaaaaaaaa
Perchè si fermano? Miiiiiiiiii, io volevo bersagli in movimento...
Fregatene, anzi approfittane daiiii, e non ti distrarre il bancone è vicino ormai.
Ecco ci siamo, mi fa Wally. Ma cazzo ragazzi mi devo fermare un attimo e godermi la scena del mio amico sui feriti. Per forza.
E se non vi spostate ce n'è pure per voi mezzeseghe ballerine, dice con il piede sul podio.
Ci aprono un corridoio che manco quando passa la regina Elisabetta in Australia. Scopo raggiunto: gomiti sul bancone e, Christian falle due medie, và, grido mentre la musica riprende e fuori gli avvocati continuano a parlare di lavoro. O almeno penso che parlino di lavoro. Altrimenti che cazzo ci fanno fuori dal locale, perché la musica dentro è troppo forte, si scusano loro, in quel cortile che il giovedì è senza tavolini, tutti sti azzeccagarbugli e tutti sti malacarni (dove malacarni significa delinquenti pronti a uccidere)?
Bah, troppi fatti strani il giovedì.
Quando torno a casa sono convinta che l'unico brano che posso ascoltare è "Fear City" e lo faccio.
Il mare ha lo stesso colore del fango, e i pescherecci e i velieri dei signori possidenti, attraccati al molo, sembrano giocattoli abbandonati su una pozzanghera da bambini troppo impegnati a saltarle sopra e a schizzarsi tutti per ricordarsi delle loro barchette. Prendono a calci, con violenza, l’acqua come se potessero mai colpirla, e intanto le loro scarpe da ginnastica si inzuppano e diventano pure quelle color del fango. Gli schizzi si fanno sempre più imponenti e raggiungono ogni cosa: pantaloni, magliette, mani, giubbotti, visi. Grosse gocce sono comparse anche sulla mia borsa in pelle marrone. Si espandono e forse resteranno lì per sempre a testimonianza di questa strana giornata di giugno, che sembra novembre e c’è freddo e non la vuole smettere di piovere e ti assale quella stessa stramaledetta malinconia, che adesso ha sbagliato proprio periodo. Le lenzuola bagnate svolazzano, le intravedo dalla finestra, e la mia gamba non vuole smetterla di agitarsi. Gli Arab Strap non la smettono di suonare, il mio gomito non la smette di alzarsi, la mia gamba, proprio non vuole saperne di stare ferma. Mi accendo una sigaretta e mi vado a bagnare un po’ sotto la pioggia. L’aria è surreale, ferma… come se il tempo si fosse bloccato. Per le strade non si vede nessuno, eppure sono le 19,30. Dove sono quelli del ristorante qui di fronte e quelli che escono dai negozi e quelli che vanno a lavorare nei pubs? E i bambini nelle pozzanghere? La strada è deserta. Si sente la voce di Aidan Moffet che si diffonde nell’aria e il cielo non potrebbe essere più cupo, tra l’altro il sole è basso e tra poco tramonterà. Le barche in sosta sul molo sono, ora, vascelli fantasma, sinistri e ondeggianti su un mare di fango. Mi vengono i brividi, meglio rientrare in casa. Come se lì potessi essere al sicuro, penso, una spallata e l’hanno buttata giù! Comunque, mi chiudo dentro. Le lenzuola continuano a svolazzare, ma il cd è finito e la stanza, adesso, sembra ferma, anch’essa, ed io mi sento inquieta, parecchio inquieta. L’assenza di musica esalta l’assenza di rumori, mormorii, brusii che normalmente animano la viuzza di casa mia. Forse ieri sera non dovevo vedere da sola quel vecchio film di Roman Polanski. O forse il tempo si è fermato davvero, un millesimo di secondo e a me sembra un’eternità. E, se davvero si è fermato, perché ho paura? Se si fosse fermato per me, per darmi l’opportunità di farne qualcosa di meraviglioso, perché mai non dovrei essergliene riconoscente?
Mentre rifletto su queste piccolezze, un gran trambusto, fuori, rompe il silenzio. Mi avvicino circospetta alla porta, scosto la tendina e guardo. Il sole è tramontato. L’aria è più lugubre che mai adesso che anche quel clamore grottesco si avvicina.
Che fare?
Chiudo tutto quello che c’è da chiudere, mi barrico praticamente in casa, ma la curiosità mi porta all’incoscienza e allora lascio proprio uno spiraglietto dalla porta, giusto per dare un’occhiata. Il clamore si fa frastuono, sono terrorizzata. Serro gli occhi, mi metto anche una mano davanti per evitare tentazioni, poi cedo e lancio uno sguardo veloce.
Il terrore mi abbandona per lasciare spazio alla delusione.
Perché mai, stasera, avranno voluto fare quest’entrata spettacolare?
Cazzo, sono solo i soliti zombie che si vedono in giro tutte le sere.