PUCK
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Hai indovinato, sono proprio io. Sono un elfo, un folletto, uno spiritello...uno di quelli a cui piace giocare a nascondino col destino.Mi diverto a farmi rincorrere, a schivarlo, dribblarlo e, quando faccio tana, rido a crepapelle. Vederlo così faccia al muro, che spettacolo!
Si, si, dispettoso, malizioso e impertinente come l'omonimo più famoso, ma non sono quello là . No!! Ché quello fa così solo in una notte di mezza estate, per il resto gli piacciono le birre sulla pappagorgia e gli sgabelli a tre piedi... Io invece...
amo:
ridere, il mare in tempesta e cantare a squarciagola
odio:
tutti quelli che non sanno prendere decisioni
ascolto:
Fabrizio De Andrè Elliott Smith Divine Comedy The Smiths Pink Floyd Jeff Buckley John Lennon Nick Drake Nirvana Grandaddy Graham Coxon BlondeRedHead Calexico Miles Davis Charles Mingus... e ancora, tutta la buona musica
this week I listened:
film:
leggo:
Labyrinth (fantastico film di Jim Henson del 1986, ma io me ne sono innamorata prima per aver letto il libro); Uno, nessuno, centomila (L. Pirandello); American Psyco (B.E. Ellis); Perle ai Porci - Dio la benedica Mr Rosewater (K. Vonnegutt); Delitto e Castigo (F. Dostoevskij); Ubik (P.K. Dick); Una banda di idioti (J.K. Toole)e tantissimi altri... cosa c'è di meglio che leggere ascoltando la musica?
Faber dixit:
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CONFUSIONI

SONOUNASTUPIDASONOUNASTUPIDASONOUNASTUPIDA
SONOUNASTUPIDASONOUNASTUPIDASONOUNASTUPIDA
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Troverai tanto altro da fare, ti viene così facile dimenticarti di me da qui, figuriamoci da lì. Sono certa che sei stato con un'altra, me lo sento. Sto una merda.
PAROLE NON DETTE

Avrei davvero voluto scrivere qualcosa, ma non ho voglia di fare niente.
Solo la notte ho voglia di fare, e allora scrivo su pagine senza righe di un vecchio block notes. Scrivo per me a volte, a volte, invece, scrivo e basta solo per buttare fuori le emozioni e la confusione che ho dentro.
Scrivo per riempire di parole i fogli di quel block notes e trasformare me in una pagina bianca.
...o anche nello spartito di Bevi, stai su - Cesare Basile.

Tutto ok. Adesso aspetto i calci in culo.
Deve essermi passato dentro un escavatore, stanotte.
Love is a stranger in an open car
Se fingessi di essere insensibile mi troveresti ancora più geniale...

colonna sonora


e Fox del Sagittario, il mio segno zodiacale, che poi è pure quello di qualcun altro, dice:
Il Sagittario è raffigurato dal centauro, personaggio biforme della mitologia greca, metà cavallo e metà uomo. Questa raffigurazione contiene la chiave di lettura delle caratteristiche psicologiche di base del segno; l'arciere dirige la freccia delle sue intuizioni verso il futuro, ma senza puntare ad una meta ben precisa. Il bersaglio è, dopo tutto, poco significativo dal momento che trova appagamento più nel lanciare il dardo che nel determinarne l'obiettivo; ma la semplice intuizione o fortuna non bastano per far centro nella vita...
Accanto all'eccitazione del lancio deve esserci, quindi, anche l'oculatezza di prendere bene la mira! I Sagittario, non a caso, sono spesso testimoni di eventi fortunatissimi che interessano la loro vita ma anche della facilità con cui si lasciano scappare di mano l'occasione. La superficialità, insomma, è da eliminare ed il vero sport deve divenire quello di centrare quanti più bersagli possibili. La frenesia con cui ogni nato del segno brucia una tappa per raggiungerne un'altra può costituire, nel tempo, motivo di grande ansietà se non si apprende il significato delle singole esperienze vissute.
Difficile che il Sagittario trovi un "punto di arrivo", dal momento che come si ferma un attimo desidera immediatamente ripartire. Sia in amore che nell'attività si scontenta presto e di tutto. L'ideale che lo stimola è la possibilità di vivere sempre qualcosa di nuovo e di eccitante! Ne sanno qualcosa le persone che ha attorno; spesso è giudicato un tipo irresponsabile e poco attento. Quando è scontento manda all'aria tutto e non affronta le sue responsabilità: il centauro fugge lontano mettendo in azione la sua metà equina... ed è difficile raggiungerlo!
La sua natura instabile ed impetuosa è certamente fonte di particolare interesse per tutti. Il suo naturale bisogno di accettazione e successo (non dimentichiamoci che si tratta pur sempre di un segno di fuoco) lo porta a dare mille rassicurazioni a chi gli sta attorno. Questo perché vuole essere amato e accettato, e la sua ricerca di "fan" continua per tutta la vita! I viaggi sono la sua passione ma anche il suo grande destino. Chi riuscirà a prendergli davvero il cuore? Forse proprio chi gli sfuggirà in continuazione o non gli regalerà mai troppe certezze spostando continuamente il bersaglio del suo cuore.
IL SAGITTARIO E L'AMORE
LUI: È un grandissimo attore. In lui si riscontrano le caratteristiche tipiche del Don Giovanni, aizzate da una insaziabile attrazione per il sesso. Poiché è proprio l'avventura ad eccitare la sua fantasia, non è difficile immaginare che i rapporti che instaura siano sempre "a rischio", a meno che non trovi un partner che gli dia filo da torcere. In lui c'è molto di quel Giove che è rappresentato mitologicamente come il grande libertino dell'Olimpo, cacciatore di donne e di emozioni sensuali; seppure si presentasse come un tipo introverso e taciturno state sempre attente, potrebbe sfuggirvi quando meno ve lo aspettate!
LEI: Ha un carattere estremamente esplosivo! Improvvisamente non le va più bene nulla e comincia a fare mille storie sulla prosecuzione del rapporto. I ragazzi Cancro, Pesci e Toro dovrebbero stare generalmente alla larga da un tipetto così imprevedibile. Anche quando propugna a spada tratta l'importanza del matrimonio è necessario prendere con le pinze le sue affermazioni. È uno spirito libero che non accetterà mai legami soffocanti anche se, ovviamente, in caso di abbandono addosserà tutte le colpe ai partner. Mi ha tradito, accuserà. Un amore part-time, ecco cosa ci vorrebbe per renderla felice!
Affettuoso, generoso, divertente, appassionante... il nato del segno non conosce soste nel suo modo di dare e regalare amore. L'impulsività è anche temerarietà, la sua saccenza è soprattutto audacia. Apprezzarlo per queste qualità è facile, anche quando decide impunemente di sfidare la sua stessa fortuna. È però presuntuoso e saccente, davvero difficile digerirlo quando inizia a parlarsi addosso. Spesso non riesce a capire che con i suoi atteggiamenti può anche ferire o offendere; la sua egocentrica natura di fuoco non gli permette di prendere troppo in considerazione il parere degli altri...
L'amicizia è la parola chiave per far reggere il rapporto. Se tutto si basa sull'attrazione fisica, sul possesso reciproco o sulla gelosia il legame non durerà a lungo. Per aiutare il più anticonformista dello zodiaco ad accettare una convenzione del genere dovremo tenerlo lontano dalle ripicche, dalle competizioni e puntare molto sulle esperienze da fare insieme. Viaggi e hobby da condividere e cose da fare in comune possono aiutare molto in questo senso.
Nel suo cuore c'è un forte desiderio di scoprire e comprendere la vita. È convinto che se parte di questa esperienza può essere maturata attraverso i viaggi, l'altra metà deve essere conosciuta attraverso l'erotismo. Una sola persona da esplorare nella vita non basta, e più strana e diversa è la nuova meta, più si sente coinvolto...
Quando è geloso diventa sornione, aggressivo, insopportabile. Non prendete questo suo atteggiamento per autentico e grande interesse nei vostri confronti... il problema di base è che l'avete "fregato", che avete intaccato il suo orgoglio. Se è lui a mettere le corna tutto bene, se lo fate voi si sprecano gli improperi!
Quando alza la voce lo fa in modo che tutti lo sentano! Non deve essere necessariamente arrabbiato, magari vuole solo attirare l'attenzione. È assolutamente divertente vederlo recitare con veemenza anche concetti terribilmente banali solo per il gusto di ottenere l'applauso!
Latito...

Sottosottotitolo:
"Certe storie non sono più di quello che sono e non nascono per durare... ti lasciano dei ricordi dentro... e forse sarai più furbo la prossima volta!"
Allora, come vi dicevo ultimamente sto riempiendo le mie giornate, e di conseguenza la mia vita e la mia mente, di cose da fare... Alcune interessanti come la rassegna sul cinema muto (che purtroppo abbiamo dovuto congelare, ma solo per una decina di giorni deo gratias) e un video con lei che tempo fa mi fece delle foto strepitose tra cui alcune che danno l'impressione che io stia volando, alla Miyazaki come le piace definirle.
Il fatto è che questo progetto mi piace molto.
A conti fatti, all'altro ieri per l'esattezza, si può definirlo ancora in fase germinale perchè oltre tutte le foto che con caparbia ci siamo messe a modificare girare deformare con photoshop, ad un certo punto è arrivato il testo, opera (si fa per dire) della sottoscritta, e con il testo sono arrivati anche i problemi (si fa per dire)... cioè ci siamo rese conto che la cosa si poteva evolvere, poteva essere più di quello che avevamo percepito di primo acchito. Ma con l'ampliamento dell'idea sono giunte anche difficoltà logistiche, tipo: le foto son poche, troppo poche cazzo! Dunque adesso siamo alla fase di follia, quella in cui andiamo in giro senza meta alla ricerca di belle inquadrature, che ci azzecchino con quello che abbiamo in testa, di belle immagini di belle schiene di polveri brillanti che cadono sulle spalle di sceriffi che sparano accompagnati da un bam bam di amici che si prestino alle pose più assurde... lei è andata oltre e riprendendo un discorso che facemmo mesi fa ha deciso che fosse il momento di far vedere le foto già fatte e il testo ad un musicista perchè si occupasse della colonna sonora...
Allora, come vi dicevo ultimamente sto riempiendo le mie giornate, e di conseguenza la mia vita e la mia mente, di cose da fare... e lo sto facendo con lo scopo ben preciso di non pensare a quella che ormai da tre anni è la mia ossessione.
Ora va be' va be' che lei non ne sa niente, va be' va be' che a rigor del vero avevamo pensato proprio a lui tempo fa, va be' va be' che sarà pure bravo e ci stava bene chiederglielo, ma porco di un cane lui che vede il cd con sopra nome e cognome di lei e nome e conome miei che cosa se l'è preso a fare???
Davvero, che cazzo te lo sei preso a fare?
Per me questo mica è un lavoro, ché già lavoro pure troppo, questo è un modo per scaricare i nervi facendo qualcosa che mi piace, un modo per star bene piuttosto che lì a rimuginare... come potrebbe essere mai concepibile lavorare al progetto con te? Per far che? Lanciarci battute al vetriolo, prendersi incazzature madornali, farsi il fegato sfatto perchè per parlare ci vorrebbe l'intermediario?? Insomma mi domando con quale coerenza hai messo nel tuo zaino il cd con le MIE foto? E poi che cazzo significa che son cretina e così non si può iniziare a lavorare? Ma certo che non si può iniziare a lavorare... non dovevo essere io a dirtelo ci saresti dovuto arrivare da solo!
Io non mi voglio ritrovare in sala di montaggio con te, io non voglio che tu veda quanto sono fica perchè l'opportunità te la sei già lasciata scappare, e malamente, io non voglio associare il mio progetto alla tua musica! Io non voglio continuare a farmi male, cosa ti aspettavi che dicessi? Ti aspettavi forse che ti lasciassi l'opportunità di dire no? Non me ne frega niente se non ci arrivi a capirlo che io e te insieme non possiamo farla 'sta cosa... eppure sarebbe bastato un sorriso da sostituire al mollami. Ma così non è stato, e così non è tutt'ora.
Sono masochista, ma con moderazione.
ps.: l'eterna letizia della mente candita senza procedura esterna va indotta, e io dopo aver levato di mezzo tutto ciò che può anche solo lontanamente riportarmi a te, devo lavorare, senza l'aiuto di nessun macchinario e di nessun tecnico, a sgombrare la mente per renderla di nuovo brillante e leggera.
Devo.
Colonna sonora: Everybody's gotta learn sometimes.
I EXPECT VERBAL ABUSES
Mi ostino a trovarti in sogno.
O meglio è il mio inconscio che si ostina, è un tipetto tosto lui.
Non riesco a rivolgerti parola, ché anche io sono una tosta e testarda oltremodo.
Mi sono imposta il silenzio.
E così sia, anche in sogno.
Ma tu ti lasci prendere e mi ridai qualcosa, anche se non so cosa, comunque non mi parli; pure tu sei un tipo ostinato. Il rispetto è un concetto lontano anche per me su di me; lo vedo offuscato da un qualcosa che somiglia troppo alla voglia di sentire il tuo odore e, sicuramente, è un concetto più lontano della tua testa sulle mie gambe... siamo in silenzio ed io non so se voglio scaraventarti nell'iperspazio o fare l'amore con te per ore fino a farci perdere i sensi.
Eppure sento il peso dei rimproveri di chi mi vuole bene come mannaie sul mio collo o forse è uno di loro che sta provando a soffocarmi, e per fortuna ci riesce.
Io invece non riesco a essere migliore.
A Natale non dovrebbe essere più facile?
Già è Natale. Auguri a tutti così cambio discorso... macchè niente è in grado di far niente, prendetemi per pazza perchè lo sono. Se solo lo pensaste davvero sarebbe tutto più semplice io per prima mi raggomitolerei sulla definizione, o l'ho già fatto e lo sanno solo i miei sogni perchè tutto il resto è una menzogna, un'illusione, un ricordare quando non c'eri, quando non m'importavi, quando il sogno vedeva i colori e non la tua testa sulle mie gambe.
Di giorno è tutto facile e non mi rompete i coglioni, gli auguri di Natale ve li faccio lo stesso così siete tutti contenti e pure io lo sono, di giorno.
Datemi una notte senza sogni e mi avrete fatto il più bel regalo per queste dannate feste... L'unica cosa bella è lei, mia figlia. Tutto il resto non so che farmene, e non posso neanche accartocciarlo e lanciarlo dal finestrino... potrei, ma la responsabilità me lo impedisce.
Roma è bellissima, ma la notte è uguale alle altre città soprattutto quando dormo; è forse per questo che ormai soffro d'insonnia, mi lamento ma in realtà è l'io cosciente che non ha più voglia di lasciare campo libero all'io incosciente. Quello è uno scellerato, rema contro, non lo sopporto più. La realtà mi vedrà faccia a faccia con lui che poggia la testa da un'altra parte e io dovrò farmi forte, sempre più forte.
Sono stanca di essere forte, voglio essere la creatura più debole dell'universo quella che tutti mi vedono e dicono "ù guarda com'è fragile! Vieni piccola creatura fragile fatti abbracciare, fatti sostenere, non avere più paura, piccola creatura fragile, adesso ci sono io e ti proteggo e ti abbraccio e tu lasciati solo andare ché non ti può più accadere niente, niente di niente". Ecco quello che vorrei.
Datemi della stupida, della debole... dai non vedo l'ora.
P.S.: sono in trasferta, pc vecchio, dunque niente immagine e niente musica.
P.P.S.: quando starò un po' meglio vi racconterò pure quello che è successo di giorno, forse.

giù sott'acqua!


...I know you're not through with it yet
Non mi sembra vero.
Colonna sonora Little Blue Mailbox - Fink e tutto il cd che avevo impacchettato in argento e che l'alessitimico a cui avrei dovuto darlo non avrà mai: Roman Candle.
Avevo deciso di abbandonare questo blog, non perchè non voglia scrivere più, tant'è che ho continuato e continuo a farlo in modo assolutamente disordinato e privo di ogni riferimento temporale e spaziale ovunque mi risulti facile poggiare un pezzo di carta e farci scivolare sopra la sfera di una penna.

IO STO ALL'INVADENZA COME TU STAI ALL'EMPATIA.
Mi sento fragile, fragilissima.
Adesso quelle parole mi servono più che mai. Devo assolutamente tirarle fuori da me perchè si sono ancorate da qualche parte e se ne sono fottute se per nascondersi l'ancora è andata a conficcarsi in una parte vitale. E se ne sono fottute se da allora sanguino copiosamente.

Fai silenzio.
Non passa?

UNA FALLA NELL'ARCHIVIO

Bene, è ora di metter fine alle danze.
E' ora di chiudere tutto in una buia segreta e dare le chiavi all'oblio.
E' necessario archiviare con metodo e ordine la bella serata, le brutte serate, gli anni sconclusionati; la bestia che sono diventata.
Bene, sì anche bene giù nella segreta.
...
Suonano alla porta, chi sarà mai a quest'ora di notte?
Accidenti, la visita dei miei amici fusi che mi sconvolge come mai.
Cazzo... tutto in archivio, presto.
Una rosa...

E' solo l'alcol
E' solo l'alcol
E' solo l'alcol
Bianca, bellissima, con le spine e il gambo rotto.
La rosa è da archiviare assolutamente, immediatamente.
Bussano di nuovo non è lui, ma ho desiderato che lo fosse.
Da archiv... Cosaaaa?
Un desiderio con lo stesso nome risulta già archiviato. Sostituirlo con quello attuale?
EEEEEhhhhhh????
...
Oblio, maledetto traditore.
ANGEL IN THE SNOW

I'd say you make a perfect
angel in the snow
all crushed out on the way you are
better stop before it goes too far
don't you know that i love you
sometimes i feel like only a cold still life
that fell down here to lay beside you
don't you know that i love you
sometimes i feel like only a cold still life
only a frozen still life
that fell down here to lay beside you
Ascolto questa splendida canzone e mentre penso che mai parole sarebbero state più appropriate per descrivere quello che sento, la musica vola alta, ed io con lei. Mi allontano dai miei pensieri, che qualcuno dice siano caduti nella banalità modellandosi su un clichè, ma più mi allontano e più loro sembrano seri. Mi lanciano bieche occhiate alla partenza, ma io sono già lontana. Viaggio saltarellando da una corda all'altra della chitarra tra le dita del musicista che la suona e vorrei dormire per diventare davvero banale. Nel sogno mi è concesso, altrove no; nel sogno mi piace non sentirmi inadeguata, mi piace essere una tra le tante. Nel sonno mi confondo con tutto il resto e i colori sono brillanti, le mie mani non tremano perchè tu sei un'ombra sfocata e niente di più e le tue parole sono mute, e io sono banalissima carne da macello in mezzo ad altra carne da macello; non voglio far altro che attendere il mio turno. Immagino tutto più coreografico colorato vivace, a tratti splatter, niente a che vedere con quel blister sul comodino, nascondiglio perfetto per la pusillanime che sono. Quisquilie. Faccio un rewind veloce e la musica vola alta, ed io con lei.
p.s.: son caduta nella rete della non comunicazione, ma sono dell'idea che non sempre sia necessario comunicare. A volte mi piace di più se non dico niente e sto in silenzio. Assomiglio un po' di più a me stessa.
BUT, OH MAN...








...WHAT PLAN
SUICIDE
It's just not that much different from my own affair
always cussing and crying
A VOLTE LA SCHIZOFRENIA
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although...

I remember when I lost my mind

E pensare che c'è chi da morto riesce a dare questo.
Puck, da viva, tutt'al più riesce a correre per scappare da quell'altra e i suoi sciocchi pensieri, ma per quanto corra a perdifiato, non riesce a pedinarla. Allora scappa e basta dal posto dove sta. Tre bionde medie le danno l'energia sufficiente per prendere di petto discesa, chiavi e porta. Ha un solo desiderio mentre allunga il passo verso casa e siccome è una figa tutti la guardano: incenerire l'umanità.
Però non è poi così facile, come pensiero intendo, se al contempo una tra le sue migliori amiche la guarda così e le dice Ma come, così?...Tutto d'un botto?!?
Puck ha già due occhi gonfi come palloni eppure ha lo sguardo indemoniato quando la fulmina con un Che cazzo dici? Se è una sera che accumulo!*, gira i tacchi e se ne va senza sapere che sguardo abbia una tra le sue migliori amiche, sicuramente non quello di poco fa, pensa; ma che importanza potrebbe mai avere in quel frangente? Domani la chiamerà per chiederglielo, con lei lo può fare. Domani però. Ora nella mente insana di Puck c'è spazio per una sola domanda: ma chi cazzo me lo fare a me di andare ancora in giro?
*rileggere il titolo, nda.
p.s.: più tardi il folletto è ancora incantato sulla stessa domanda, poi la domanda si scoccia, alza il volume di quella sottospecie di stereo di Puck, e va a zonzo tra la voce di "Thirteen" e la chitarra di "Georgia Georgia". Si perde lì, e per stavolta ce la siamo levata dai coglioni.

UNA COSA E' CERTA...

RIESCE SEMPRE A COGLIERMI ALLA SPROVVISTA!

Colonna sonora?
What can I do? - Antony and the Johnsons
BLED WHITE

UUUUHHHHHHHHMMMMM...
SHE'S LOST CONTROL
perchè la pazienza un limite ce l'ha a differenza di me

La delusione è stata così cocente da aver assorbito tutte le energie, poi il dottore mi ha prescitto un Senzu, anche detto fagiolo di Balzar, che da brava bambina ho inghiottito tra un conato di vomito e l'altro, e nonostante il retrogusto amarissimo che mi ha lasciato in bocca, ho riacquistato una potenza strepitosa. La figura di merda (non la mia, of course) era sulla prescrizione con il Senzu.
Evaffanculovà.
Piccola aggiunta al post: in Giappone esistono veramente... li regala una famosa arcade game. La fonte è più che certa; è lei.
AUTODISCIPLINA
lesson #1: su come non tirarsi la zappa sui piedi.
Vecchi solai e ciminiere lavatoi al decimo piano
Fumo che sale il paradiso e gli angeli cadono giù
La zappa il tridente il rastrello la forca
l'aratro Il falcetto il crivello la vanga
e la terra che spesso t'infanga
una mansarda in via Condotti moquette plafond cassettoni
giovani artisti e vecchie tardone
si realizzano nel nobile bridge
La zappa il tridente il rastrello la forca
l'aratro Il falcetto il crivello la vanga
e la terra che spesso t'infanga
giovane e bello divo e poeta
con un principio d'intossicazione aziendale
fatturato lordo la classifica che sale
il resto gli sembra naïf
La zappa il tridente il rastrello la forca
l'aratro Il falcetto il crivello la vanga
e la terra che spesso t'infanga
castoro visone il conte dell'acqua
salmone caviale champagne
la grande soubrette Brigitte La Cagne
coperta di cincillà
La zappa il tridente il rastrello la forca
l'aratro Il falcetto il crivello la vanga
e la terra che spesso t'infanga
La zappa il tridente il rastrello la forca
l'aratro Il falcetto il crivello la vanga
e la terra che spesso t'infanga
La zappa il tridente il rastrello la forca
l'aratro Il falcetto il crivello la vanga
e la terra che spesso t'infanga
La zappa . . . il tridente il rastrello la forca l'aratro il falcetto il crivello la vanga
Rino Gaetano
lesson #2: su come affrontare il cesso.

lesson #3: su come non parlare agli sconosciuti... ma, me l'hanno fatto fare.

lesson #4: su come capire che può esserci un altro modo.

lesson #5: sull'unico modo in cui andrebbe trattato il cellurare che ti dà una sveglia così del cazzo.

Guess I'm doing fine - Beck.
p.s.: una cosa sola mi è chiara il cesso è multifunzione non dovrei disprezzarlo così tanto.

Non sono più la guerriera di una volta, no.
DICONO CHE LA COMPRENSIONE SIA GIA' QUALCOSA. BAH!

Se avessi tempo ti dedicherei "Alameda" Elliott Smith, ma non è così e allora faccio un copia/incolla veloce solo per rendere meno criptico un post che altro non è se non la voglia di non avere davanti il bel pezzo di Tenco, che, guarda un po', è lo stesso che canticchi prima di metterti a letto e far finta di dormire. Proprio come me, perchè anche io faccio finta di dormire e ti sento che ti rigiri sul materasso come una cotoletta nella padella con l'olio bollente. Proprio come me.
Ecco qui và:
"...Nobody broke your heart
You broke your own because you can't finish what you start
Nobody broke your heart
You broke your own because you can't finish what you start
Nobody broke your heart
You broke your own because you can't finish what you start
Nobody broke your heart
If you're alone it must be you that wants to be apart"
(1966)
Se sapessi come fai
a fregartene così di me
se potessi farlo anch'io
ogni volta che tu giochi col nostro addio
Se sapessi come fai
a essere sempre così certa che io
dico, dico ma alla fine
vengo poi sempre a pregarti non andar via
Vorrei che per me un giorno solo
le parti si potessero invertire
quel giorno ti farei soffrire
come adesso soffro io
Se sapessi come fai
a fregartene così di me
a sapere così bene
sino a che punto ho bisogno di te
A saperlo così bene
ancor meglio di me
EHI, BUT... THIS IS WHAT YOU ARE!!

ITALIAN VIOLENCE

Italian violence
Italian fashion
Italian mothers
Italian religion
American dreams of conquest:
Falilng in love with italian southern girl
Io e te da un po' ci stiamo influenzando
Non so se così magari negativamente
Torniamo daccapo, ci rincorriamo
Poi cadiamo all'indietro in moto perpetuo
italian old movies and moralism
american death on a tv
io e te anche e ci raccontiamo
fortunatamente
favole, ma poi funzioniamo in modo differente
io e te all'ingiù
io e te all'ingiù
(overdub)
non cogliamo l'occasione adatta
per dir le cose veramente
finiamo capovolti e urlanti
a fare bruschi movimenti
che poi così si rompono gl'incanti
e quel che ci rimane
è materiale per rimpianti
Son stata lì lì per mandare questo testo di Morgan via mail, poi la volontà improvvisamente soppraggiunta dopo una notte di sonno mi ha fatta rinsavire. Allora ho chiamato DjD e gli ho letto un'altra frase sempre di Morgan:
"Ti può tradire anche l'amico migliore
E se voglio ritrovare la ragione
Devo cominciare da me
Rivelarmi in questa mia contraddizione:
Saper scegliere una fine e starla ad aspettare"
Puck's begins
SOSPENSIONE

Ho intenzione di appendere la tua arroganza ad una gruccia, ma non prima di averla usata come Pat Bateman con Bethany.
Ho nella testa frammenti di immagini
...
ed echi di suoni
L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder
*Assieme ai frammenti e agli echi che vedete e sentite ci sono pure brandelli della sua carne e grida soffocate. Ad maiora.
BETWEEN THE BARS

Il rumore della pioggia è così intimo che non ho voglia di condividerlo con nessuno.
Chiudi la porta, per favore.
IL DESIDERIO

IL TUNNEL

QUELLO CHE DOVREBBE

QUELLO CHE E'

*sott'acqua il suono si espande meglio, la musica sembra più bella e le parole pure.
"Pulverized" Calla.
IS IT WORTH IT?

Ho messo i tacchi. Dieci centimetri per essere di una spanna più in alto della mia depressione e guardarla così dall'alto verso il basso. Il rumore dei tacchi si ferma in bagno, un viso di cera si riflette nello specchio mentre mani incerte cercano nella trousse la matita nera che segnerà il contorno dei miei occhi. Li voglio scurissimi e allora incido le palpebre, sopra sotto dentro, con linee decise, prima sottili via via più spesse, fin quando non son soddisfatta del risultato.
Soddisfatta?... forse se avessi avuto un po' di cerone.
Se lo avessi avuto lo avrei spalmato generosamente sul mio volto, lasciando solo due feritoie per gli occhi scurissimi e mi sarei trasformata in una maschera di Venezia tutta bianca, nera e con i brillantini... finalmente involucro di me stessa.
Fuori da me tutti mi guardano, anche lui.
Ho i tacchi, la gonna nera è corta, e sono bellissima.
Fuori da me io mi guardo.
Ho la barba lunga e sono uno di quei fenomeni da baraccone, di quelli da tenere bene in mostra.
Poi sopraggiunge un senso di claustrofobia, sono la donna cannone mi manca l'aria e non vedo l'ora di essere sparata via, come quell'altra di De Gregori... con una variante, però: per me non c'è nessuno "...e con le mani amore, per le mani ti prenderò..."
No.
Il canone mi proietta lontano, in un posto bianco di latte e in un silenzio soffice di cotone.
Mi piace dove sto, perciò decido di fermarmi per un bicchiere di cabernet sauvignon, ma anche due. Sono in una tana di ovatta e bevo vino per un tempo indefinito, per un nientesimo di secondo o per sempre.
Ma il silenzio non dura per sempre (e, si sa, tutte le frasi che cominciano per ma sono sbagliate in partenza!).
Nella mia testa qualcuno canticchia "take me out tonight... I never never want to go home... I don't care I don't care I don't care... take me out tonight...".
Cerco per l'ennesima volta una reazione che non ci sarà. Vedo una testa sostenuta da una mano che mi fissa, immobile.
Quando riprendo contatto con la realtà sono già a casa, poggiata sul divano, gambe su, e dalle casse dello stereo Elliott canta "Stupidy tries".
THE CORPSE BRIDE

Mi hanno detto che sono magra, non mi vedo magra né tanto meno mi vedo grassa.
Semplicemente non mi vedo. Credo di non riuscire a vedere neanche quello che mi sta intorno, osservo fino all'insonnia ma non vedo nulla di buono. Sento, però. Sento fitte lancinanti, pensieri come vortici, maree che mi travolgono ma senza l'influenza della luna a regolarne la venuta. Non sono nichilista, no. Tremo nel sentire e più sento e meno vedo. Cieca nel buio mi muovo a tentoni, brancolo sbattendo su ogni dove e rompo tutto al mio passaggio, forse ho un talento per la distruzione e non lo so. Lo sto scoprendo a mie spese. Niente mi arreca sollievo... il suono di una chitarra, una voce, io che gli faccio eco e mi ricordo le parole perchè essendo cieca ho l'udito del superuomo. Ascolto. Ascolto quella voce che quando non canta cose romantiche mi sputa in faccia la bile, ascolto lo strazio di quella lancia che sento e non vedo, ascolto la mia confusione nell'azione e se ascolto bene ho paura.
Ascolto Only for you - Paolo Benvegnù. e quello che sento è solo per te. mi fai paura. mi faccio paura, sposa cadavere in attesa di trasformarsi in mille farfalline leggiadre e colorate che prendono il volo. direzione: luna.
ENJOY THE SILENCE

SLEEPING BEAUTY

PER I TUOI LARGHI OCCHI (F. DE ANDRE')
Per i tuoi larghi occhi,
per i tuoi larghi occhi chiari
che non piangono mai,
che non piangono mai.
E perché non mi hai dato
che un addio tanto breve,
perché dietro a quegli occhi
batte un cuore di neve.
Io ti dico che mai
il ricordo che in me lascerai
sarà stretto al mio cuore
da un motivo d'amore.
Non pensarlo perché
tutto quel che ricordo di te,
di quegli attimi amari,
sono i tuoi occhi chiari.
I tuoi larghi occhi
che restavan lontani
anche quando io sognavo,
anche mentre ti amavo.
.................................
E se tu tornerai
t'amerò come sempre ti amai,
come un bel sogno inutile
che si scorda al mattino.
Ma i tuoi larghi occhi,
i tuoi larghi occhi chiari
anche se non verrai
non li scorderò mai.
*Ogni cosa ha un suo perchè tranne quelle che non riesco a capire.
*Per la colonna sonora vedi sopra.
UN ABBRACCIO

Lei non vorrebbe fosse stato nient'altro. E' stato solo un abbraccio.
Uno di quelli che fanno sprofondare nell'oblio di sé stessi.
Uno di quelli che si fonde talmente da permettere (insolita legge fisica) di cacciarsi l'uno dentro l'altra.
Uno di quelli che si intrufola talmente da fare leggere le emozioni. Nero su bianco. Nessun margine d'errore.
Uno di quelli che è talmente curioso da portare a scoprire che modi bizzarri può avere l'amore.
Solo un abbraccio... e a lei basta farlo riaffiorare alla memoria per risentirlo, riviverlo, riaverlo di nuovo suo.
Ecco, allora, la testa di lei che affonda nel suo petto e le mani di lui strette in una morsa su i suoi fianchi e il battito dei loro cuori, tachicardico, e... nient'altro.
Ma è solo un abbraccio e questo lei lo sa.
QUESTO ERA PRIMA...

Su come ricevere un pugnale nel cuore la notte che la nazionale di calcio ha vinto i mondiali.
Se parlo da sola con me sono la cellula tumorale impazzita dell'area più irrazionale della mia testa.
E poi
ho sempre avuto dubbi sulla funzionalità del teorema "chiodo schiaccia chiodo"... anche perchè il chiodo da schiacciare in questione, è la colonna traianea che dal culo viaggia a 180 Km/h su una corsia preferenziale verso il ventricolo sinistro del mio cuore (che era quello ancora funzionante dopo la coltellata... checazzo)
UN MODO DEVE PUR ESSERCI

I punti sono due.
Il primo punto è: mi trovo sola con il pensiero di lui in giacca e cravatta.
Quel pensiero è lì, proprio dietro di me.
Lui era lì, proprio come me lo immagino, adesso, in quel dannato pensiero, glaciale, come il ghiaccio nel suo bicchiere, e sfuggente, come le occhiate che di quando in quando mi lancia.
L'altro punto è: mi domando se è mai possibile governare un'attrazione viscerale.
Addomesticarla come si fa al circo Orfei con le tigri siberiane?
Narcotizzarla come si fa per tranquillizzare gli psicopatici?
Annegarla come si fa con le cucciolate troppo numerose?
Sculacciarla come si fa con un bimbo capriccioso?
Sfotterla come si fa con il compagno di classe secchione e antipatico?
Stigmatizzarla in un angolino dell'alluce sinistro?
Cantarle una ninna nanna e farla assopire per sempre?
Prenderla a calci e offenderla a morte per non farle più venir voglia di salutarmi?
Scriverla su di un quaderno a cui, poi, dar fuoco?
Sputarle ripetutamente in faccia finchè non si armi di accetta per disfarsi di me?
Metterla su di un trampolino, legata, come fanno i pirati, e punzecchiarle la schiena con una scimitarra enorme finchè non cade in mare con gli squali che girano?
Perchè è ancora QUI?
EPPURE UN MODO DEV'ESSERCI
DANNAZIONE.
YOU HAVE NO POWER OVER ME

Oh Yeaaaaahhh!
Non vi preoccupate non sono impazzita.
E' solo che mi è capitato di ritrovarmi con un certo tipo, che da ora chiamerò nota dolente degli ultimi anni, nella stessa casa.
E' capitato più spesso in questi giorni, ma ieri, ieri finalmente... credo di essere guarita, di essere riuscita a trasformare la su citata nota, procuratrice, incorruttibile e indefessa, di tachicardie e dislessie nella nota dolente dell'indifferenza... nella nota dolente del fastidio che mi ha procurata e che mi ha portata a salutare gli amici e a trasferirmi sul divano (gentilmente concessomi dall'Ucraina) di casa mia.
La liberazione è vicina e Tu, sì proprio Tu, ricorda
NON HAI ALCUN POTERE SU DI ME
Il bello del blog è che tutti si leggono l’ultimo post, io non lo faccio quasi mai. Per questo ne visito tanti, ma è difficile che lasci commenti. Dovrei lasciarli tra i primi, ché per me sono significativi del perché chiunque decida di aprire uno spazio intimo – pubblico. Ma il bello non risiede tanto in questa piccola curiosità personale quanto nel fatto che nel penultimo post puoi scrivere quello che vuoi, confidando, con minimo margine di errore, nella possibilità che venga letto da sette persone. Dunque posso scrivere che l'altra sera una mia amica mi diceva di cominciare, seriamente, ad aver paura di soffrire di depressione e che io, non solo non sapevo assolutamente come aiutarla, ma che le uniche parole che mi si formavano in mente erano molto più tristi di qualsiasi suo pensiero e non sapevo proprio come gestire la situazione. Avessi avuto il potere avrei sbriciolato i suoi pensieri (i miei riesco a farlo ma quelli degli altri riesco solo a tenerli fuori da me, senza riuscire a condizionarli in nessun modo). Questo mi dispiace, e non poco. Perché mai una come me, che fa tre lavori, non riesce ad essere felice? Non è il lavoro che nobilita l’uomo?
Peccato che tu abbia sempre pensato che il compito debba toccare all’amore. Romantica decadente del cazzo.
E credere che qualcuno sia ancora capace di illudersi che più birre e bombe ti fai e più puoi stare tranquillo… mi devasta. Questa fase, io, l‘ho superata da un pezzo!

Esaltazione dell’emozione, che quando sei adolescente può pure essere una cosa piacevole, ma adesso?
Potresti giurare lo stesso?
Sei una ipocrita.
L'uomo desidera la donna e la donna desidera il desiderio dell'uomo.
(S.T. Coleridge)

... ed io?

Il problema non è tanto la frase in sé. Frase sulla quale tra l’altro anche solo in sé ci si potrebbe scrivere un saggio o fare un congresso o una di quelle fiere stile americano dove nessuno, però, si ingozza di dolciumi. Per non passare da quelli che ce l’hanno garantito, mica per altro. Vabbè lasciamo stare la frase in sé, la rincontreremo anche se non proprio in sé. Tornerà truccata camuffata camaleontica, ma tornerà. L’ ascolto per la settecentosettantasettesima volta e a un certo punto tutto diventa chiaro, come la luce che non riesce a farsi spazio tra le mura di casa mia. Capovolge le leggi della fisica, si proietta dall’esterno dentro di me, in fondo, in quel fondo talmente buio che non sai capire neanche se si trova nel petto o nello stomaco. E mi illumina proprio lì, in quel punto imprecisato, fregandosene dello spazio che intercorre tra la finestra e me. Se l’è dimenticato. Non di me però, di me adesso si ricorda e tutto diventa chiaro. E se tutto mi è chiaro allora dovrebbe essere chiaro che tutto quello che ho fatto l’ho fatto per amore. Questo mi nobilita. Nessun vanto e tanta paura. Ora potrei rischiare di inciampare, di scivolare sul “per avercelo garantito” e no, non è una deviazione permessa. Del resto rispondere alle mie domande, illuminare quel punto imprecisato, mi conduce a un’impresa folle di cui già conosco il finale ma… per “l’amore per amore” tutto è concesso. Anche l’autoflagellazione? Lo so è una follia. Anche lei chiara, ma come la luna al solstizio d’estate. Così chiara da apparire enorme. Impossibile non notarla. Eppure mi ammalia. Con brividi freddi lungo la schiena, con assolo bizzarri, suonati freneticamente da un batterista girovago, momentaneamente stazionato quasi al centro del petto (sempre un po' più a sinistra naturalmente), con sguardi fugaci, con quel senso d’impotenza iniettato endovena, con parole non dette o sussurrate talmente piano da poter essere non dette. È un transatlantico di follia arenato su un amore ghiacciato e troppo fragile per poterlo sostenere. Lo sento scricchiolare, stridere, crepitare, l’amore intendo, e poi le crepe sono canyon pretestuosi e inflazionati. Non così tanto da far sparire l’infantile voglia di una scivolata condita da adrenalina ma pretestuosi e inflazionati al punto giusto da accompagnarti a un pensiero troppo simile al terrore per provarci sul serio. Capita allora che, ogni qualvolta avverta quel crepitio, mi avvii robotica in sua direzione, per poi restare incantata a osservare le lastre di vetro distaccarsi, sinuose nella loro rigidità. Le osservo anche dopo, quando giocano alle belle statuine. Non puoi mai sapere in quale preciso momento il frastuono le stravolgerà. Non ti resta altro da fare che restare lì, tu più immobile di loro. Attenta ad ogni spostamento d’aria, ad ogni scroscio d’acqua, ad ogni suono lieve. Non ti resta altro da fare che restare lì, immobile, ad ubriacarti della loro profondità, a confonderti con le loro inalazioni di dubbi, a cullarti sulla loro inafferrabilità, a rincorrere i loro giochi di luce. Resto, dunque, incerta sulla voluttà di essere inghiottita da quella gracile giostra di emozioni. Alle mie spalle, per assurdo, quello che risulta essere unico barlume di lucidità è l’ombra del transatlantico. Follia di chi percorre un sentiero evanescente che sparisce al passaggio e davanti lascia intravedere immagini sfocate, invenzioni di miraggi. Sempre identico a sé stesso, quasi circolare direi. Ecco sì, circolare, ma fornito di impercettibili mutazioni. Giusto uno scivolone in più o in meno a seconda se è piovuto o c’è il sole. Comprendere questa follia, metabolizzarla e poi allontanarmi, piano piano senza voltarmi, da quel mare ghiacciato e troppo fragile, sarebbe la mia salvezza. Ma è una cosa di cui ho già discusso. (Ed è proprio a questo punto che ritorna la frase più in sé che mai, nonostante c’abbia provato a camuffarsi!). Non posso proprio sfuggire questo ingombro pachidermico. Amore doloroso e delirante, lo so, eppure non posso fare a meno di sentire tutta la sua mole su di me, pesante e forte. Ancora non così tanto da schiacciarmi, ma da lasciarmi senza fiato, questo sì.